Oggi voglio parlarvi di Reoose, il primo eco-store in Italia che è stato definito da Wired baratto 2.0!

Reoose si serve di un nuovo tipo di baratto, detto asincrono, che punta a “riciclare” oggetti non utilizzati donando loro una seconda vita, il tutto senza l’utilizzo del denaro. Su Reoose infatti il denaro non esiste e si può acquistare senza spendere un euro, grazie ad un sistema di crediti che attribuisce un valore agli oggetti in base alla loro tipologia e non al valore effimero delle marche.

Online dallo scorso settembre, in soli 3 mesi di attività questo interessante progetto ha già raccolto l’adesione di circa 10.000 iscritti che attivamente si scambiano oggetti a costo zero: cose che passando di mano ridiventano utili e vivono una seconda, terza, quarta vita con un basso impatto sull’ambiente e il portafogli.

Un tipo di scambi a costo zero che, in un momento di crisi come questo, può risultare moooooolto interessante! ;)

Inoltre, degna di nota, è la possibilità di fare una donazione: su Reoose gli oggetti inutilizzati acquistano un valore che può essere dato in beneficenza ad una delle onlus partner. I crediti ottenuti dalle donazioni potranno essere utilizzati dalle onlus per acquistare, all’interno del portale, oggetti utili per le proprie missioni.

Reoose

Per maggiori informazioni vi consiglio di farvi un giretto sul sito di Reeose!

Dopo aver parlato della prossima collezione disegnata da Marni per H&M, oggi vorrei parlare di un’altra novità: proprio domani, mercoledì 14 dicembre, uscirà la nuova capsule collection che la casa di moda svedese ha dedicato a The Girl with the Dragon Tattoo, secondo adattamento cinematografico del thriller best-seller dello scrittore svedese Stieg Larsson che arriverà in Italia il prossimo 3 febbraio con il titolo Uomini che odiano le donne.

La Dragon Tattoo Collection conta 30 capi disegnati da Trish Summerville, una delle più famose stiliste hollywoodiane nonché costumista ufficiale del film stesso.

Dragon Tatoo Collection - H&M

Lo stile della collezione è ispirato a quello della protagonista del romanzo, Lisbeth Salander, una hacker che è stata vittima di uno stupro e che sceglie, quasi fosse una corazza protettiva, un abbigliamento dallo stile cyber punk molto forte caratterizzato da borchie, strappi, pantaloni di pelle e giacche da motociclista.

La collezione H&M ha ripreso questo stile cercando di renderlo “più fashionable”, come ha commentato la stessa Summerville. E da qui sono partite le polemiche: molte fan del libro ed alcune blogger hanno accusato l’azienda svedese di superficialità nell’aver reso più glamour un abbigliamento che rappresenta invece la spia di un profondo malessere interiore.

L’azienda si è scusata affermando di essersi ispirata all’eroina di un romanzo e non certo ad una donna vittima di violenza, riprendendo uno stile che, oltretutto, è fortemente presente in questo momento nelle collezioni di molte case di moda.

Questione senza dubbio spinosa e molto delicata. E voi cosa ne pensate?

Ieri ho scoperto una bella iniziativa milanese! :D

Giovedì 15 dicembre, in via Manzoni 39, aprirà Moda da Bere, un temporary showroom che starà aperto per soli 7 giorni (fino al 21 dicembre) per una settimana no-stop dedicata al fashion design!

Moda da Bere - Milano

L’inaugurazione avrà luogo giovedì, dalle ore 18.30 in poi, con un aperitivo a cui parteciperanno blogger e addetti del settore ma che sarà aperto anche ai curiosi (come me!!!).

Moda da Bere va inteso come uno spazio dedicato alla moda e al design al cui interno cinque giovani talenti esporranno le loro creazioni. E questi cinque giovani sono: Alessia Caliendo, ideatrice del progetto e titolare del marchio LittleBlackDress; Leo Colacicco designer delle camicie sartoriali del brand LC23; Greta Taddeolini ideatrice delle famose Greta Tees; Anna Cino talento orafo del marchio Anna Cino Design ed Errico Fabio Russo, noto fashion photographer.

Alcune sorprese ci aspettano durante la settimana di Moda da Bere: una diretta radiofonica con la trasmissione Amatela e la presentazione del libro di Emma T Voglio scrivere per Vanity Fair.

Ecco qua la pagina facebook di Moda da Bere!

Fonte: CercaMilano

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